AGRUMI

Frutti di piante sempreverdi della famiglia delle rutacee, con buccia aromatica e polpa succosa, suddivisa in spicchi, dal sapore più o meno acidulo. Tutte le specie sono originarie dell'India e dell'estremo Oriente e furono portate in Europa in epoche diverse. Il cedro era noto a Roma in età repubblicana. La coltivazione del limone fu promossa intorno alla fine del primo millennio dagli arabi, che la importarono dallo Yemen in Europa. L'arancia amara, introdotta a partire dal XIII secolo dalla Spagna e dall'Italia in Francia, ebbe una reale importanza economica solo dopo il XVIII secolo, in seguito all'affermazione della specie dolce, introdotta in Portogallo da Vasco da Gama negli ultimi anni del Quattrocento. Il mandarino coltivato in Cina giunse sulle rive del Mediterraneo all'inizio dell'Ottocento, mentre il pompelmo ebbe diffusione negli Stati uniti dall'inizio del Novecento e il suo consumo in Europa divenne significativo dopo il 1960. Altri agrumi come il khattà e il keonla, molto diffusi in Oriente, sono rimasti sconosciuti nelle altre parti del mondo. Usati nelle civiltà antiche per scopi ornamentali e propiziatori (frutti "solari" dai molti semi), gli agrumi furono apprezzati nella farmacopea romana e nella cucina dell'età imperiale e divennero ingredienti indispensabili nelle ricette gastronomiche del basso Medioevo e del Rinascimento sotto forma di succo, sciroppo, confettura o candito, con un ruolo simile a quello delle spezie. Affermatosi anche il consumo del frutto fresco, nella seconda metà del Novecento divennero una voce importante nell'economia e nell'esportazione delle regioni a clima caldo, trovando largo impiego in gastronomia, nella distillazione, nell'industria alimentare (bevande e marmellate), nell'industria farmaceutica per l'alto contenuto vitaminico e in profumeria per la spiccata aromaticità.
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